ROBERTO PANI

Roberto Pani è avvocato, esercita la libera professione in quelle materie legate agli aspetti giuridicamente rilevanti delle attività economiche. In virtù della formazione giuridica ed economica e della passione per la musica in generale e per la lirica in particolare, è stato nominato dal sindaco di Genova quale componente del Consiglio di Indirizzo, e quindi all’unanimità eletto alla carica di Vicepresidente della Fondazione del Teatro Carlo Felice. Al Teatro Carlo Felice ha portato la sua conoscenza dei temi dell’organizzazione, del finanziamento e della gestione dei teatri dell’opera, nonché delle pratiche del management delle imprese culturali insieme con l’esperienza pregressa acquisita in diversi consigli di amministrazione di società per azioni di rilievo nazionale.

L’UNESCO è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, nata dalla generale consapevolezza che gli accordi politici ed economici non sono sufficienti per costruire una pace duratura: essa deve essere fondata sull’educazione, la scienza, la cultura e la collaborazione fra le nazioni al fine di assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che la carta delle nazioni unite riconosce a tutti i popoli senza distinzione di razza, di sesso, di lingua, di religione.

Negli anni settanta l’agenzia ha assunto l’impegno alla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale con l’obiettivo di assicurarne l’identificazione, la protezione e la conservazione e la trasmissione alle future generazioni, istituendo la lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità in cui sono inclusi tutti i siti ritenuti meritevoli di entrare a farne parte.

Trent’anni dopo, il perimetro si è allargato aprendosi agli elementi del Patrimonio Culturale Immateriale: rappresentazioni, espressioni, conoscenze, come pure strumenti, manufatti e spazi culturali associati agli stessi, che le comunità riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale.

In virtù della mia formazione giuridica ed economica nell’approfondimento dello studio dei temi dell’Organizzazione e della Gestione dei teatri dell’opera, delle migliori pratiche del Management delle imprese culturali e dell’esperienza pregressa in diversi Consigli di Amministrazione di importanti società per azioni, sono stato eletto vicepresidente della fondazione del teatro Carlo Felice di Genova; a ciò si accompagna la mia passione, la mia passione per la musica in generale e per la lirica in particolare.

Nel corso dei numerosi viaggi che ho affrontato e intrapreso in giro per l’Europa, negli Stati Uniti e in Giappone, ho avuto occasione di sperimentare l’importanza del prestigio del Bel Canto e dell’Opera Lirica nel mondo dove l’italiano è noto come la lingua della musica.

L’Opera Lirica è parte integrante del patrimonio culturale del nostro paese, e gli studenti stranieri frequentano i nostri Conservatori, le nostre istituzioni culturali musicali, riconoscendo il primato ideale dell’Italia, dove il Melodramma è la sintesi perfetta di qualcosa di grandioso, del made in Italy più autentico.

Poi ci sono i luoghi. Le Fondazioni che governano i teatri italiani di maggiori dimensioni sono le più richieste al mondo per mettere in scena le opere liriche più note al pubblico internazionale, e sono spesso in tournée, dall’occidente all’oriente, come vere e proprie infrastrutture culturali dei loro territori di riferimento e ambasciatrici del nostro paese.

Penso ovviamente alla Scala di Milano, al Regio di Torino, alla Fenice di Venezia, al Comunale di Bologna, al Maggio di Firenze, al Verdi di Trieste, al Lirico di Cagliari, al Massimo di Palermo, al Petruzzelli di Bari, al San Carlo di Napoli, all’Opera di Roma e al Carlo Felice di Genova; luoghi di produzione della tipologia di spettacolo dal vivo più tipicamente italiana, probabilmente quella che meglio coglie un aspetto caratteristico e unico della nostra tradizione culturale.

La grande tradizione della lirica, porta con sé mestieri specifici profondamente legati all’identità italiana: c’è senz’altro il “software”, la musica le parole che i cantanti e musicisti ci regalano; ma c’è anche “l’hardware” nei teatri, scenografi progettisti e realizzatori, tecnici di scenografia, falegnami, costumisti, sarti, meccanici di scena, allestitori e tecnici delle luci che operano con le tecnologie più avanzate.

Un teatro importante è un vero centro di eccellenza professionale, in grado di promuovere la formazione specialistica e straordinaria opportunità di ricchezza materiale e immateriale per noi italiani.

E tutto ciò è possibile grazie a un fenomeno unico al mondo, importante non soltanto nella nostra cultura ma anche nella cultura degli altri paesi, che merita senz’altro giusto riconoscimento fra i patrimoni immateriali dell’umanità, a coronamento dell’iniziativa dei Cantori Professionisti d’Italia, con il sostegno di Assolirica, l’Associazione Nazionale degli Artisti della Lirica, ai quali rivolgo un sentito ringraziamento per l’intuizione e il lavoro di sensibilizzazione, aggregazione e mobilitazione che stanno portando avanti e che merita il più ampio sostegno.

Grazie e Toi Toi Toi!