DARIO FO

Dario Fo è stato un drammaturgo, attore, scenografo italiano e regista d’opera e prosa. Vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1997. I suoi lavori teatrali fanno uso degli stilemi comici propri della Commedia dell’arte italiana e sono rappresentati con successo in tutto il mondo. Nel 2007 figurava al settimo posto nella lista dai cento maggiori geni viventi commissionata a un panel di esperti in creatività e innovazione dal quotidiano britannico The Daily Telegraph.

Metastasio e Monteverdi furono senz’altro i primi o fra i primi autori di musica e di parole che realizzarono un’opera tragica e che poi diedero il via a delle altre forme collaterali di questa musica con parole e poi appresso, veramente con un successo straordinario, l’Opera Lirica in generale con i più grandi autori tutti italiani all’inizio a partire da Verdi e poi arriviamo a Rossini con una musica in gran parte comica e grottesca, perché il teatro proprio di buffo che si giova della musica per raccontare storie che provengono anche dalla letteratura.

In Italia sono centinaia i gruppi, le orchestre e soprattutto i maestri che mettono in scena queste opere; io ne ho realizzate parecchie, soprattutto quelle in chiave comica e grottesca quelle delle cosiddette buffe e ho avuto la possibilità di incontrare grandi maestri e soprattutto una quantità enorme di cantori che cantavano naturalmente in italiano ma anche in altre lingue più tardi, ma i più importanti cantano in italiano con termini italiani e c’erano anche gli stranieri che imparavano l’italiano e a cantare in questo modo pur di arrivare naturalmente è successo.

Nel settecento per esempio non si poteva pensare assolutamente che un’opera buffa o anche tragica fosse recitata in una lingua diversa che non fosse l’italiano. L’italiano si diceva è nato proprio per essere usato nella musica e la musica ha bisogno della lingua italiana per poterle esprimere; tanto è vero che grandi autori, tedeschi, francesi, fino quasi alla fine trattavano appunto dell’opera ma usando la lingua italiana e i librettisti famosi erano quasi tutti italiani; poi cominciarono a tradurre nella propria lingua di origine e nacque veramente una forma di rappresentazione internazionale completa. 

La cosa strana, la cosa che è poco conosciuta è il fatto che la lingua dentro l’andamento del canto, appunto tanto quello tragico che quello buffo ironico, si è trasformata perfino, ad un certo punto il linguaggio, il modo, la concezione sono diventate tutt’uno con una trasformazione, una evoluzione addirittura del parlato; per non parlare proprio anche della rappresentazione.

Un’altra cosa straordinaria è l’architettura, pochissimi sanno che l’architettura dell’opera cioè dove si mettevano in scena opere buffe e opere tragiche è del tutto italiana è nata proprio in conseguenza della grande quantità di musici, di cantori e via dicendo che andavano sviluppando questo genere.

In Italia sono centinaia, vi ripeto centinaia, le strutture che sono nate per realizzare l’opera buffa e l’opera tragica e all’estero tutte le volte che sono andato a mettere in scena, a realizzare delle opere ecco mi sono trovato con delle strutture che erano state realizzate da architetti italiani o che avevano subito una specie di proiezione proprio del sapere, del conoscere e dello stile degli italiani.

E un altro elemento fondamentale, sempre legato alla lingua e soprattutto all’abilità alla forma di espressione musicale, è appunto quello dei cantori. All’inizio io quando ho trovato le prime opere di Rossini e la forma era abbastanza semplice ma quando poi Rossini ha incontrato dei cantori sublimi, insomma della gente che sapeva sviluppare tonalità, andamenti e giochi musicali straordinari, allorche Rossini scrisse degli andamenti, delle melodie proprio perché suggeriti dalle abilità, dalla forma espressiva che avevano questi che sapevano dimostrare questi cantori e queste donne cantatrici.

Tutto questo ci porta a un altro pensiero, un pensiero importante. L’italiano, la lingua italiana e la cultura italiana sarebbe lo stesso se non avessimo avuto di sotto base e di base fondamentale un fenomeno grande e importante, così importante da ristrutturare e cambiare il linguaggio il modo di pensare la forma la gestualità e soprattutto un’architettura per il teatro come è successo.

Quindi ci stiamo chiedendo come mai un fenomeno di questo genere non ha avuto ancora un riconoscimento degno di questo fenomeno unico al mondo e che è importante non soltanto nella nostra cultura ma nella cultura gli altri paesi perché anche loro hanno avuto una specie di rivoluzione dentro l’espressività della musica e del canto e anche dalla rappresentazione.

E allora io chiedo l’UNESCO ma che cosa aspettate a darci il premio e il riconoscimento che ci compete?