Contributo Scientifico

Interventi e Opinioni di studiosi raccolte durante convegni e tavole rotonde sulla Candidatura UNESCO per l’Opera Lirica Italiana

Riccardo Nardozzi: Ciao Musica!

Ciao Musica ! Sono nell’aula, vuota, silenziosa, e li aspetto. Ogni volta con una grande emozione, perché con i bambini ogni volta è diverso. Li sento arrivare, da lontano, poi sempre più vicino e, man mano che si avvicinano, comincio a riconoscerne le vocine. Sta per iniziare una nuova lezione di musica, e loro lo sanno. Lo sanno perché mi hanno visto arrivare, mi conoscono, sanno chi sono, sono nella loro scuola oramai da un po’. Ricordo ancora quando, a ottobre, all’inizio, ero andato a conoscerli. Non avevo subito cantato per loro, o invitato loro subito alle attività specifiche del corso di Musicainfasce®, ma avevo invece cominciato a prendere contatto gradualmente e dolcemente con loro, affinché potessero serenamente abituarsi alla mia presenza e porre le basi per una relazione di fiducia. È chiaro, infatti, che i bambini abbiano assolutamente bisogno di questo, all’inizio. È importante per loro trascorrere un periodo di tempo durante il quale possano tranquillamente abituarsi ai cambiamenti. Si consideri che i piccoli si trovano, improvvisamente, in un nuovo ambiente, con tante facce nuove, tante nuove voci. E anche con tante cose da fare! Le canzoncine, i giochi, i pennarelli e i fogli da colorare, la casetta, il pongo, le costruzioni, le macchinine, le bambole, i pennelli, battiamo le manine, [...]

26 Aprile 2016

Michele Trimarchi: Opera Lirica Italiana, dalle origini ad un percorso europeo

Che l’ opera lirica italiana sia un unicum di valore inestimabile è un’opinione condivisa da esperti, appassionati e semplici spettatori. Che la sua ricchezza semantica, estetica e simbolica riesca a combinare tutti gli strumenti e le visioni della cultura più elevata e profonda, riuscendo con immediatezza e incisività a toccare le corde sentimentali e le aspettative intellettuali, risulta evidente. Tanto per il pubblico e la società dei secoli felici in cui l’opera veniva creata, prodotta e stampata con ritmi quotidiani, quanto per il pubblico di oggi. Un pubblico avvezzo a ben più intensi stimoli percettivi e cognitivi, eppure ancorato alla potenza semantica e culturale di un prodotto artistico tuttora inarrivabile anche nella sua capacità naturale di mescolare semplicità e complessità, narrativa sofisticata e gergo popolano, melodie ruffiane e intuizioni musicali destinate al futuro. L’opera lirica italiana vede il suo secolo d’oro, se si vuole da Rossini a Puccini per contemplare la possente spina dorsale anticipata dai padri del genere e non ancora del tutto conclusa e accantonata, in un periodo nel quale l’Italia intraprende un nuovo e più sistematico dialogo con l’Europa, affacciandosi in un mondo inedito che nel tardo Settecento viene costruito da filosofi ed economisti, da visionari capaci [...]

24 Aprile 2016

Alberto Mattioli: Il valore della produzione culturale

Contributo del 2013 alla Candidatura UNESCO per l’Opera Lirica Italiana, promossa da Cantori Professionisti d’Italia Cominciamo col dire che qui non si parlerà (o non si parlerà principalmente) del valore economico della produzione culturale. Chi vi parla non è un esperto di finanza, come conferma lo stato delle sue. E poi negli ultimi anni si sono moltiplicati le analisi statistiche e gli studi scientifici sulla redditività, anche economica, della cultura. Fra i molti, l’ultimo che viene alla memoria è una ricerca dell’Università Bocconi sulla Scala, che dimostra che per ogni euro di denaro pubblico investito nel teatro milanese se ne generano 2,7 di indotto economico sul territorio, in aggiunta al fatturato del teatro. Si conferma quindi ancora una volta la sostanziale imbecillità di una delle massime non a caso preferite dalla classe politica italiana: “Con la cultura non si mangia”. E’ vero esattamente il contrario: con la cultura si mangia e in pochi settori come in questo l’investimento pubblico ha delle immediate ricadute in termini di crescita, di sviluppo e di occupazione. Luogo comune uguale e contrario, l’altra abusata sentenza che “i beni culturali sono il petrolio dell’Italia”. Verissimo: al mondo, nessun Paese come il nostro ne è altrettanto ricco. [...]

26 Aprile 2013

Emiliano Migliorini: EOLO ed il cammino sinergico sul percorso UNESCO

L’Associazione Cantori Professionisti d’Italia, proponente la Candidatura dell’Opera Lirica Italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità, ha individuato nell’Associazione EOLO – Etnolaboratorio per il Patrimonio Culturale Immateriale, il soggetto incaricato per seguire in un cammino sinergico l’iter del percorso UNESCO. L’Etnolaboratorio EOLO (www.etnolaboratorio.org) si occupa di ricerca, documentazione e catalogazione di beni demoetnoantropologici e etnomusicologici, e ha – negli scorsi anni -curato la catalogazione di alcune proposte di candidatura, in particolare la Perdonanza Celestiniana dell’Aquila e la cultura del Leudo a Sestri Levante. Inoltre i suoi componenti hanno esperienza in questo settore avendo già effettuato lavori di catalogazione per la Dieta Mediterranea (che è entrata nella lista rappresentativa), per la Rete delle Macchine a Spalla (nello specifico Viterbo, Palmi e Nola), per il Palio di Siena, per la Giostra del Saracino di Arezzo, per il Calendimaggio di Assisi e per la Fòcara di Novoli. Fanno parte dello staff scientifico EOLO per l’Opera Lirica Italiana: Alessandra Broccolini (antropologa, responsabile scientifico e coordinatore del progetto); Emiliano Migliorini (etnomusicologo, responsabile tecnico-scientifico e addetto alla catalogazione); Paola Elisabetta Simeoni (antropologa, che cura la consulenza per la Candidatura Unesco); Malvina Picariello (cantante, consulente musicologa). Per il progetto di candidatura dell’Opera Lirica italiana lo staff scientifico di EOLO si [...]

28 Marzo 2013

Alessandra Broccolini: la Candidatura dell’Opera Lirica e il Patrimonio Culturale Immateriale secondo l’UNESCO

Sono qui come portavoce dell’Associazione EOLO , Etnolaboratorio per il Patrimonio Culturale Immateriale, l’associazione di antropologi ed etnomusicologi che sta aiutando l’Associazione Cantori Professionisti d’Italia nel percorso di Candidatura UNESCO per l’iscrizione dell’ Opera Lirica alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale. E’ con grande piacere che partecipo a questa serata che gli amici dell’Associazione Cantori Professionisti d’Italia hanno organizzato in occasione della Giornata Mondiale del Teatro. Devo ammettere che quando CPI mi ha contattato per maniferstarmi la volontà di intraprendere questo percorso di Candidatura, sono rimasta all’inizio perplessa perchè come antropologa ero abituata ad immaginare il patrimonio immateriale entro l’alveo delle cosiddette tradizioni popolari e quindi dentro la cultura popolare, in senso antropologico, come l’avrebbe intesa Alberto Cirese, come espressione delle culture “subalterne”, dunque feste, riti, saperi e usica tradizionale. Quindi vedevo l’Intangible Cultural Heritage entro una sfera disciplinare, demoetnoantropologica, come il Codice dei Beni Culturali definisce il nostro profilo. Solo inseguito all’incontro con CPI, mi sono resa conto che in realtà la Convenzione aveva un potenziale molto più vasto. La Convenzione UNESCO – Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, siglata nel 2003 e ratificata nel 2007 dall’Italia, è nata per dare voce a tutte quelle comunità, [...]

27 Marzo 2013

Giovanni Puglisi: L’Opera Lirica Italiana Patrimonio dell’Umanità. Tra opportunità e responsabilità.

Contributo del 2012 alla Candidatura UNESCO per l’Opera Lirica Italiana, promossa da Cantori Professionisti d’Italia «Se mi si chiedesse quale, tra tutte le lingue, deve avere la grammatica migliore, risponderei che è quella del popolo che ragiona meglio. Ma la lingua italiana che è dolce, sonora, e armoniosa e accettata più di qualsiasi altra è quella più adatta al canto.» Così scriveva nel 1753 Jean-Jacques Rousseau nella sua Lettre sur la musique française, con la quale si schierava apertamente “du coté de la reine”, ovvero dal lato della regina, nella querelle tra musica – al tempo quasi sinonimo di opera – francese e italiana che infammò Parigi in seguito alla straordinaria diffusione in tutta Europa del melodramma italiano a partire dal XVII secolo. Come si vede, una parte centrale dell’argomentazione di Rousseau a sostegno della superiorità dell’opera italiana è costituita dalla lingua, una lingua descritta con i tre aggettivi di “dolce”, “sonora” e “armoniosa”, di fatto applicabili a tutta la poesia italiana. In particolare, a quel rarefatto linguaggio – petrarchesco prima e petrarchista poi – che si era diffuso nei secoli precedenti modellando la poesia di tutta Europa, cui il filosofo francese aggiunge però un quarto attributo, per noi sorprendente: [...]

22 Febbraio 2012

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